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CARO ENERGIA: L’IMPEGNO DI CONFINDUSTRIA PER CONTRASTARE GLI EFFETTI DRAMMATICI SULLE IMPRESE

da m.labanca Ultimo aggiornamento 21 Gen 2022 613

Gentile associato,

Confindustria è fortemente impegnata, sia a livello nazionale che locale, per contrastare gli effetti potenzialmente drammatici dell’impennata dei costi di elettricità e gas che rischiano di provocare, anche sul nostro territorio, paralisi produttive. 

Proprio in queste ore in queste ore è in corso il Consiglio dei Ministri che, tra gli altri provvedimenti, sta discutendo le misure di contrasto al caro energia, anche sulla base delle proposte avanzate da Confindustria.

Nella giornata di ieri il Presidente nazionale Carlo Bonomi è stato ricevuto personalmente dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli, al capo di Gabinetto Antonio Funiciello e al direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti, per sollecitare risposte urgenti da parte del Governo per rispondere in maniera adeguata all’emergenza.

Tra le richieste di Confindustria una task force coordinata da Palazzo Chigi per dare immediata operatività alle varie misure che verranno implementate.

L’incontro ha fatto seguito al tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico con le associazioni datoriali, in cui il delegato per l’Energia di Confindustria, Aurelio Regina e il Dg Mariotti, hanno dettagliato le proposte che Confindustria ritiene immediatamente attuabili e da condividere sul tavolo interministeriale.

Misure che  potrebbero portare complessivamente una riduzione di costo sulla bolletta delle imprese pari a 7,5 miliardi di euro.

Tra queste: come misura strutturale per il gas, si punta ad aumentare la produzione nel Paese di circa tre miliardi di metri cubi all’anno; sempre sul gas c’è l’altra richiesta di un aumento della remunerazione del servizio di interrompibilità tecnica dei consumi di gas prestato dai soggetti industriali; la terza linea di intervento richiede un’azione sulla fiscalità e parafiscalità; per il settore elettrico, Confindustria chiede di prevedere l’estensione del perimetro dei beneficiari della riduzione degli oneri di sistema per impegni superiori ai 16,5 KW di potenza; un incremento per i settori energivori delle aliquote di riduzione delle componenti parafiscali della bolletta elettrica e, infine, la salvaguardia e il rafforzamento della remunerazione dell’istituto del servizio di interrompibilità per la sicurezza del sistema elettrico.

Approfondimento: le proposte di Confindustria al Governo

Anche Confindustria Basilicata è stata in prima in linea in queste settimane per sensibilizzare politica e istituzioni, a tutti i livelli, rispetto necessità di interventi urgenti per far fronte all’emergenza e, al contempo, adottare scelte di più lungo respiro per superare la debolezza strutturale italiana dovuta a una eccessiva dipendenza dall’approvvigionamento esteso.

Il presidente Francesco Somma ha evidenziato come, alla luce dei dati diffusi dalla Cgia di Mestre, è possibile prevedere almeno un raddoppio dei costi energetici per quasi tutte le imprese lucane nell’anno corrente rispetto al  2019, indicando, tra le possibili misure aggiuntive percorribili nell’immediato per il taglio delle bollette, l’utilizzo delle risorse derivanti dalle aste sulle emissioni della C02 e l’intervento deciso sugli oneri di sistema e sulle componenti fiscali  e parafiscali. Il presidente ha rimarcato soprattutto la necessità di una strategia di lungo respiro che faccia proprio il principio della neutralità tecnologica nel perseguimento degli obiettivi della transizion ecologica, puntando nell’immediato sull’aumento di produzione del gas italiano, insieme al concomitante incremento delle fonti rinnovabili. Una direzione obbligata anche per la Basilicata che trova nel settore energetico uno dei principali pilastri della propria tenuta economica e sociale e rispetto al quale ha ancora grandi potenzialità da esprimere, a condizione di assumere scelte coraggiose e coerenti e portare avanti progetti ambiziosi ma concreti come quello relativo alla realizzazione la valle dell’idrogeno lucana.

Approfondimento:

  • Caro energia, Somma: “Imprese in grosse difficoltà. Interventi urgenti e scelte chiare”
  • Il presidente Somma al Quotidiano: “Servono scelte immediate”

Un ulteriore allarme è arrivato dal Presidente della sezione Industrie Meccaniche, Elettriche ed Elettroniche, Carlo Carulli, sulle conseguenze che il caro bollette, in aggiunta alla carenza di materie prime (in particolare di semiconduttori), sull’industria meccanica e in particolare sull’automotive lucano, già alle prese con la delicata riconversione industriale dettata dal raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica:

Approfondimento:  

  • Meccanica e automotive in allerta: “Il Governo intervenga”

I NUMERI:

Da tempo Confindustria prospetta i pericoli derivanti dall’aumento incontrollato dei prezzi che ha riguardato quasi tutte le materie prime e che per le imprese si è tradotto in una brusca compressione dei margini operativi, data la difficoltà di trasferire ai clienti i rincari delle commodity. A soffrire sono soprattutto i settori più a valle e i settori energivori.

Sui mercati internazionali gli incrementi sono ampi e diffusi: petrolio +13% a dicembre 2021 su fine 2019, rame +57%, cotone +58%. Di recente, si è aggiunta l’enorme impennata del gas naturale in Europa (+723%).

I rincari, per adesso, sono stati assorbiti nei margini e per questo l’inflazione in Italia, seppure sia in crescita (+3,9% annuo) è più bassa che altrove e, al netto di energia e alimentari, è moderata (+1,4%).

Secondo le stime del Centro Studi Confindustria i costi energetici delle imprese industriali passeranno dagli 8 miliardi del 2019 ai 37 previsti nel 2022.

Approfondimento – Rincaro costi energia e materie prime: nota del Centro Studi Confindustria

Si tratta di un vero e proprio shock per il sistema produttivo italiano che rischia di compromettere la capacità di ripartenza del Paese che, fino a questo momento, è stata trainata soprattutto dalla manifattura. L’Italia è inoltre il Paese maggiormente danneggiato dalle dinamiche che stanno interessando l’energia. Questo comporta un’ulteriore perdita di competitività per le nostre imprese con il conseguente rischio di possibili delocalizzazioni.

 

Dando continuità all’impegno profuso in queste settimane, la terremo puntualmente aggiornato sui prossimi sviluppi, ricordando che i nostri uffici sono a disposizione per la richiesta di ulteriori informazioni.

Cordiali saluti.

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