Rincari dell’energia, calo di fiducia e aspettative, rialzo dei tassi sovrani: primi impatti della guerra.
Peggiorato lo scenario: petrolio caro, anche il gas ma meno, tassi in aumento.
Guerra: per le imprese, energia fino a +21 miliardi.
Per gli investimenti gli indicatori sono stabili, l’export era in aumento prima del conflitto, ma per i consumi la fiducia va giù e si rischia un aumento del risparmio.
Nell’industria ci sono aspettative negative e anche nei servizi è atteso un calo della domanda.
Nell’Eurozona si diffondono segnali di sfiducia e frena la Cina, mentre le previsioni sono riviste al rialzo per gli USA.
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