Confindustria Basilicata
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Sviluppo economico post Covid, Somma: Zes per ricucire le distanze del Sud ma senza gli errori del passato

Il presidente Francesco Somma ha portato il contributo di Confindustria Basilicata alla tavola rotonda sui temi dello sviluppo economico ai tempi del Covid, promossa dal Rotary Club di Matera.

Un confronto ricco di spunti, anche operativi, sui vari aspetti che attengono allo sviluppo di due territori di cerniera come Basilicata e Puglia che, pur se differenti tra di loro per molti aspetti, sono strettamente connessi e destinati ad aumentare le sinergie anche in funzione della Zona economica speciale Jonica.

Il presidente Somma ne ha parlato nel confronto con Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale e Maurizio D’Amico, specializzato in diritto dell’Unione europea ed esperto in Zone franche e zone economiche speciali, dopo l’introduzione dell’Istruttore del Club, Antonio Braia.

“Il rinascimento verso cui sono proiettate tutte le nostre prospettive del post Covid – ha detto Somma – va attivato sì con l’ottimismo del cuore, ma anche con la forza della ragione. Noi crediamo che un vero rilancio del Paese debba essere necessariamente fondato sul superamento del gap di diritti di cittadinanza che ancora oggi allontanano il nostro Sud rispetto al resto del Paese, a partire dall’inaudito gap infrastrutturale”.

Per il presidente Somma, quindi, le classi dirigenti tutte sono chiamate a un mea culpa rispetto a quello che non è accaduto in questi ultimi 25-30 anni. “La Basilicata ha perso 3 grandi occasioni storiche che sintetizzerei così: autostrade, traffico aereo e alta velocità. Non possiamo perdere ora che questa unica e irrepetibile occasione del Next Generation Eu. Per riuscirci dobbiamo agire in maniera incisiva, riformando ciò che non ha funzionato. La Zes rappresenta sicuramente uno degli strumenti più potenti che dobbiamo azionare per spingere una fase di crescita basata sull’attrazione di nuovi investimenti industriali. I ritardi non sono mancati, come dimostra il fatto che già da tre anni parliamo di Zone. Speriamo che la notizia relativa all’attesa nomina del commissario di governo rappresenti una reale svolta per la piena operatività della Zes. Noi crediamo, a esempio, che uno della proposte per amplificarne i benefici sia quella di dedicare ad essa una struttura amministrativa dedicata, fatta di personale pubblico ma che possa muoversi oltre lo stretto perimetro di certi meccanismi asfissianti della burocrazia. La Zes e la Zona franca doganale dovranno rappresentare un trampolino di lancio per tutte le specializzazioni produttive del nostro territorio”.

Per quanto riguarda i settori che prima e meglio sapranno intercettare la ripartenza al termine dell’emergenza economica, il presidente Somma ha aggiunto: “Io credo che ripartiranno bene tutti i settori che sapranno scommettere in innovazione e sostenibilità, come l’automotive e in particolare lo stabilimento di Melfi, già oggi connotato da una grande percentuale di produzione ibrida e ancora il comparto energetico, l’agroindustria e il turismo. Chiaramente l’auspicio è che questi asset strategici siano solo la punta di una complessiva ripresa. Nel frattempo – ha concluso Somma, prima delle conclusioni affidate al governatore del Rotary International D2120, Giuseppe Serraca Guerrieri –  sarà necessario garantire la sopravvivenza alle nostre imprese, per accompagnarle sino al traguardo della ripartenza, consentendo loro d intraprendere una nuova corsa”.