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Somma all’Assemblea Cia: “L’emergenza non ci distragga dalla programmazione strategica”

“La nuova recrudescenza del virus e le ultime misure di contenimento del contagio stanno determinando anche l’inasprirsi della crisi economica e sociale. La gestione dell’emergenza richiede energie straordinarie, che però non devono portare a sottovalutare la necessità una nuova programmazione per la Basilicata sulla base delle cospicue risorse europee disponibili per i prossimi anni. Rinviare ai tempi supplementari il Piano strategico per lo sviluppo della Basilicata sarebbe un imperdonabile errore. Stiamo vivendo una fase storica, in cui siamo chiamati tutti a responsabilità, tanto enormi quanto motivanti. Dopo l’insediamento del tavolo tecnico per il Piano strategico bisogna procedere rapidamente a individuare gli asset strategici su cui puntare e a riempirli di contenuti progettuali, per superare, in maniera definitiva, gli elementi di preesistente e fragilità e costruire  la nuova Basilicata. Un obiettivo ambizioso per il quale garantire la più ampia concertazione possibile non è più un elemento opinabile ma necessario”.

Così il presidente Francesco Somma è intervenuto nell’Assemblea della Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata, che si è svolta il 5 novembre, alla presenza del presidente nazionale, Dino Scanavino. La prima parte dei lavori, aperta ai contributi delle Istituzioni, enti di ricerca, associazioni datoriali e sindacati, ha messo il centro il confronto sulla proposta programmatica nazionale e quella contenuta nel documento “La  Basilicata che vogliamo” illustrata dal coordinatore Donato Distefano.

“Un documento preciso e completo rispetto al quale riscontriamo molti punti di convergenza, a partire dalla premessa metodologica:  discontinuità rispetto a quello che non ha funzionato nel recente passato e massima condivisone come garanzia necessaria per il successo di qualsivoglia iniziativa di politica economica”.

Una confluenza da fondare sulla condivisione dei temi strategici da portare avanti: rafforzamento delle filiere agroalimentari e della integrazione di queste con le filiere degli altri settori produttivi regionali; capitale umano e territoriale, efficientamento della macchina amministrativa-burocratica, investimenti infrastrutturali, completamento della Zes con l’attivazione dei vantaggi localizzativi previsti, politiche di coesione interna, interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.

“Condivido appieno – ha aggiunto Somma – l’assoluta strategicità assegnata al ruolo dell’innovazione tecnologia e in particolare della digitalizzazione, come principale vettore attraverso il quale traghettare tutti i nostri comprati produttivi verso le sfide della contemporaneità. E questo vale ancora di più per un settore erroneamente considerato come maggiormente orientato alla tradizione: l’intelligence of things e lo sviluppo di applicazione dell’ICT ci hanno già proiettato verso modelli di Smart Farming francamente inimmaginabili solo fino a qualche anno fa. Ma l’innovazione tecnologica è anche l’orizzonte entro il quale realizzare un maturo paradigma di sviluppo che confuti, senza possibilità di appello, il falso mito relativo all’incompatibilità tra industria e sostenibilità”.

“Sono certo – ha concluso Somma – che elemento chiave per la buona riuscita del progetto per “la Basilicata che vogliamo” sarà proprio  la capacità di dialogo che da tempo contraddistingue il nostro modello di relazioni,  e che ci consente di esprimere qualità di rapporti e di proposta”.