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Nuova programmazione regionale, il presidente Somma: “Tempi rapidi e massima condivisione”

La nuova programmazione annunciata dalla Regione Basilicata avvenga in tempi radidi e con la massima condivisione con tutti gli attori locali dello sviluppo e tutte le forze politiche”: è l’appello che che il Presidente Francesco Somma ha lanciato in intervento pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno riportato di  seguito integralmente

 

Finalmente si incomincia a parlare in maniera compiuta di programmazione in Basilicata. Dalle colonne della “La Gazzetta di Basilicata”, nell’intervento a firma di Leonardo Cuoco, in qualità di consigliere scientifico del Governatore Vito Bardi, arriva finalmente il segnale che auspicavamo da tempo: la Regione non solo è al lavoro per la definizione di una nuova programmazione che valorizzi al meglio le opportunità legate alle ingenti  risorse rese disponibili contro gli effetti della pandemia, ma intende anche qualificarsi come attore protagonista della programmazione, superando il mero ruolo di soggetto attuatore di decisioni assunte altrove. Un intendimento che si basa su considerazioni condivisibili e che potrebbe qualificare la ripartenza della nostra regione, con la individuazione di progetti e strumenti che siano coerenti con gli asset strategici individuati a livello europeo e, al contempo, tarati sulle reali problematiche e potenzialità del nostro territorio, tenendo conto, complessivamente, di tutti i fattori che intervengono a determinare le possibilità di successo di un preciso intervento.

Ma l’autonomia che la Basilicata rivendica rispetto all’ipotesi di programmazione centralizzata non può che muovere da un ineludibile presupposto: la massima apertura a tutti gli attori di sviluppo coinvolti – istituzionali, economici e sociali – e con il coinvolgimento di tutte le forze politiche, chiamate a uno sforzo comune che vada ben oltre le divergenze ideologiche e di appartenenza. Concordiamo con alcuni obiettivi  individuati dal professor Cuoco nel suo intervento – tra cui: freno ai flussi migratori delle classi di lavoro e spopolamento, nuovo e qualificato lavoro, rafforzamento delle connessioni sia verso l’esterno anche all’interno della regione, difesa del territorio, prevenzione antisismica, valorizzazione del territorio – da perseguire, a nostro avviso, con pari slancio rispetto a quello necessario a conseguire i target di infrastrutturazione digitale, innovazione e relativi a tutti gli asset strategici individuati dalla Strategia di specializzazione intelligente.  

Ma la sola convergenza su obiettivi di partenza non è bastevole rispetto alla delicatezza e alla complessità delle scelte da compiere in una partita tanto decisiva per la Basilicata. Va ricercata e costruita una condivisione di fondo anche su priorità, strumenti, tempi e metodi a garanzia, all’interno di uno sforzo corale, in cui tutti, ognuno per le sue responsabilità, siamo chiamati a dare un contributo.

L’efficacia della risposta che la Basilicata dovrà riuscire a mettere in campo – non solo per fronteggiare gli effetti della crisi economico-sanitaria legata al Covid 19, ma soprattutto per superare i preesistenti fattori di debolezza, a partire dal profondo gap infrastrutturale – trova nella questione temporale una variabile fondamentale.

L’onda positiva di opportunità a vantaggio del tessuto produttivo lucano indotta dalla fiscalità di vantaggio sul costo del lavoro a favore delle imprese del Mezzogiorno – a cui, come auspichiamo, dovrà fare presto seguito la piena attuazione degli ulteriori benefici previsti dalla Zona economica speciale Jonica – va cavalcata con provvedimenti sempre più incalzanti affinché i positivi effetti possano propagarsi per il compiuto consolidamento dell’esistente e la massima attrazione di nuovi investimenti.

E’ necessario, dunque, rompere gli indugi, recuperare i ritardi che pure non sono mancati e passare alle azioni, dando vita alla straordinaria fase di programmazione aperta di cui la Basilicata ha urgente bisogno.