Confindustria Basilicata
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Passaggio generazionale: l’apporto determinante dei giovani nelle imprese durante il lockdown

I giovani imprenditori sono stati stati decisivi nella fase del lockdown e la pandemia ha agevolato e facilitato il passaggio generazionale che spesso comporta difficoltà e tempi ben maggiori. “Grazie ai giovani, molte aziende con business tradizionali sono riuscite a favorire il passaggio alle tecnologie più digitali e consentire di portare avanti le imprese in smart working la parte in ufficio. Un apporto decisivo che ha consentito un avvicendamento di generazioni e anche il passaggio generazionale tra padri e figli solitamente complesso e in molti casi difficile da realizzare”.

E’ quanto ha dichiarato il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Basilicata, Anselmo Zirpoli, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

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“Durante la pandemia – ha spiegato il presidente GI Basilicata – i rapporti interni alle aziende e alle famiglie sono cambiati positivamente. In alcuni ambiti il futuro è capitato all’improvviso e sicuramente è stato positivo perché ha fatto vedere molte possibilità che prima non si percepivano. Insomma, ci è stato riconosciuto quel ruolo che nelle aziende di famiglia non sempre ci viene riconosciuto. Il prossimo passo – ha detto ancora Zirpoli – sarà favorire la collaborazione tra le aziende,  la cooperazione, per diventare più grandi e superare quel “nanismo” che affligge l’impresa lucana e che le generazioni precedenti erano più restie a superare”.

Per farlo è necessario attribuire assoluta priorità alle politiche giovanili anche al fine di combattere fenomeni negativi come il crescente spopolamento al Sud e in particolare nella nostra regione. “Il rischio è che senza interventi a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria giovanile siano sempre in numero maggiore coloro che scelgono di lasciare la Basilicata per trovare lavoro sviluppo, carriera e occupazione. La disoccupazione giovanile dovrà essere una priorità dell’agenda sociale europea per i prossimi mesi. La pandemia dovrà essere l’occasione per ripensare le relazioni tra le varie aree del paese, contrastando l’impoverimento del capitale umano provocato dal numero sempre più ampio di giovani che abbandonano il Mezzogiorno con un costo sociale doppio. Ora non c’è più tempo da perdere. Gli assi prioritari su cui punta il Piano Next Generation Ue sono innovazione, digitalizzazione, transizione ecologica. Tutti ambiti in cui è necessario lasciare spazio soprattutto alle competenze dei più giovani”.

Di qui la necessità che si torni a parlare di un piano per il Sud. “Un Sud rivolto ai giovani, in grado di riconoscere gli investimenti sul capitale umano come fattore cruciale”. Fondamentale per Zirpoli che è anche vicepresidente con delega alle StartUp è il ruolo dell’incubatore promosso dall’azienda associata a Confindustria, Serea, primo e unico in Basilicata a essere certificato dal Mise, che conta già 14 aziende innovative incubate. Le start up hanno bisogno anche di essere sostenute dopo la fase di incubazione, con strumenti quali agevolazioni fiscali, e i finanziamenti al fine di facilitarne gli investimenti.

Altro tema cruciale – ha rimarcato Zirpoli – è garantire un maggiore e migliore dialogo tra occupazione e sviluppo delle competenze, con un più efficace raccordo tra mondo della formazione e mondo produttivo. Puntando su strumenti quali ITS e rafforzando le collaborazioni tra Unibas e altri atenei.