Confindustria Basilicata
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Anticipazione 30% corrispettivo d’appalto – Chiarimenti MIT

Il Ministero delle Infrastrutture e trasporti interviene con propria circolare per chiarire, in senso estensivo, l’applicabilità della disposizione del “Decreto Rilancio” che consente di incrementare l’anticipazione fino al 30% del prezzo contrattuale.

 

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la pubblicazione dell’allegata circolare n. 112, dell’11 agosto 2020, ha fornito utili chiarimenti in merito all’ambito di applicazione ed operatività dell’art 207 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (cd “Decreto Rilancio”), ovvero, la norma che ha previsto la possibilità, per le stazioni appaltanti, in via transitoria, di incrementare l’importo dell’anticipazione del corrispettivo d’appalto di cui all’art. 35, c. 18, del Codice dei Contratti Pubblici fino ad un massimo del 30% del prezzo contrattuale.

Il chiarimento si è reso necessario al fine di ovviare a talune criticità insorte in sede applicativa e puntuale oggetto di segnalazione anche da parte dell’ANCE.

Nel provvedimento ministeriale in argomento, trova conferma, così come sostenuto dall’ANCE stessa, l’interpretazione “estensiva” della norma, ovvero, l’applicabilità del suddetto incremento percentuale dell’anticipazione “a tutti i contratti in corso di esecuzione, anche stipulati all’esito di procedura selettiva svolta sulla base di normativa anteriore o comunque diversa da quella del Codice, indipendentemente dal fatto che gli appaltatori abbiano o meno già percepito una anticipazione sulla base di disposizioni di legge … ovvero di specifiche pattuizioni contrattuali.”, nonché “anche agli appalti di importo inferiore alle soglie comunitarie ed a quelli indetti nei settori speciali.”.

Infine, con riguardo al fatto che la norma in argomento può essere applicata dalla stazione appaltante nei limiti delle risorse a disposizione della stazione appaltante, il Ministero chiarisce che l’unico vincolo posto all’erogabilità del beneficio è quello “… della disponibilità delle relative somme negli stanziamenti annuali previsti nel quadro economico dell’intervento”, senza che con ciò possa ritenersi “… che debba farsi riferimento a un capitolo di spesa specificamente destinato all’anticipazione del corrispettivo, anche qualora l’amministrazione lo abbia istituito nel proprio bilancio, essendo evidente che tale interpretazione renderebbe la disposizione inapplicabile laddove un tale capitolo non vi sia … .”.