Confindustria Basilicata
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D’Alema: “Liquidità fondamentale per dare ossigeno al malato ma ora occorrono cure per rimetterlo in piedi”

“Il massiccio ricorso delle imprese lucane al Fondo di Garanzia, cresciuto, in questi mesi, in maniera esponenziale rispetto all’anno scorso, dimostra l’entità della crisi economica determinata dall’emergenza sanitaria e conferma l’efficacia della misure nazionali che, seppure risultate eccessivamente macchinose nella prima parte della loro attuazione, hanno poi dimostrato di riuscire a rispondere alle esigenze prioritarie delle nostre imprese: credito e liquidità. Esigenze ancora più vive per le realtà produttive della Basilicata, caratterizzate, per la gran parte, da uno scarso indice di patrimonializzazione e grandi difficoltà di accesso al credito. In questo modo abbiamo dato ossigeno al malato, ma questo non basta a rimetterlo in piedi. Occorrono ora vere misure di sostegno agli investimenti e alla riorganizzazione produttiva, finalizzate alla salvaguardia occupazionale”. 

E’ quanto ha dichiarato il vice presidente di Confindustria Basilicata con delega al Fisco e diritto d’impresa, credito e finanza, Francesco D’Alema in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

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“Con molto probabilità gli effetti economici della pandemia si faranno sentire in tutta la loro gravità a partire dall’autunno. Diventa fondamentale arrivare preparati a questo momento. Occorre un vero piano strategico per rimettere in moto l’economia. Come Confindustria ci stiamo spendendo molto per questo. Esigenza che il presidente Somma ha rappresentato in più occasioni al governatore della Regione, Bardi. Lavoro, fisco, burocrazia sono le parole chiave per il rilancio del Paese e anche della nostra regione”. 

“A livello nazionale – ha spiegato ancora D’Alema – una delle nostre proposte è relativa alla sospennsione delle quote di ammortamento che sono un costo non monetario ma che incidono sul risultato economico finale. Così si può consentire alle imprese di ridurre le perdite e presentarsi alle banche con meriti creditizi per chiedere nuova finanza per investimenti e non più per emergenza di liquidità. Per l’occupazione occorrono misure strutturali: sgravi totali per i giovani e le donne senza limiti anagrafici, nel Sud, per lo meno per 5 anni. Andranno poi sfruttate a pieno le potenzialità del Recovery Fund che potrà rivelarsi una vera occasione per il nostro Paese se saremo in grado di sviluppare una progettualità coerente con i temi concordati in Europa e una contestuale riforma del nostro complesso sistema di regole burocratiche”.