Confindustria Basilicata
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Una nuova stagione di protagonismo industrale per il rilancio della regione

Il rilancio della Basilicata post Covid non può prescindere da una nuova stagione di protagonismo industriale. Lo hanno sostenuto a più voci, ognuno con le proprie motivazioni, i protagonisti del webinar organizzato dall’associazione Matera Futura che ha visto a confronto il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, con il professore dell’Università di Bari, Eustachio Cardinale, il professore dell’Unibas, Giovanni Schiuma, l’amministratore unico del Consorzio dello Sviluppo industriale di Matera, Rocco Salvatore Fuina, i presidenti di Confapi Matera, Massimo De Salvo e di CNA Matera, Leonardo Montemurro.

Numerosi gli spunti emersi dai contributi, accendendo i fari sui principali temi legati allo sviluppo passato, presente e soprattutto futuro della regione.

 “Occorre ripartire dall’apertura di un tavolo – ha dichiarato il presidente Somma – che sappia fare scelte per un territorio che da troppo tempo non ne fa abbastanza. Dobbiamo prendere atto che e’ necessaria maggiore programmazione. Occorrono piu’ investimenti industriali significativi, in grado di creare crescita economica e sociale. Anche la pandemia ha dimostrato come le realtà produttive più resilienti siano quelle che risalgono a più di 20 anni fa. C’è quindi una prioritaria richiesta da fare alle istituzioni regionali: avviare il confronto per capire cosa vogliamo fare per la Basilicata 2030. Una scelta che in primis deve fare la regione, aprendo al coinvolgimento – ex ante e non a valle dei procedimenti – a tutte le forze politiche, sociali ed economiche. Tale piano strategico per lo sviluppo della Basilicata non può prescindere dal ridisegnare le politiche industriali. Se non partiamo dal presupposto che la regione ha bisogno anche di più industria, sprecheremo anche questa occasione. La crisi pandemica ha avuto e avrà conseguenze sociali devastanti ma va interpretata anche come opportunita’ per un complessivo rilancio che faccia leva anche sui vantaggi competitivi come competenze e capitale umano, assenza di criminalità, capacità di resilienza”.

Rispondendo poi alle sollecitazioni giunte dagli interventi del professore Schiuma e dell’AU dell’Asi di Matera, Somma ha aggiunto: “La questione ZES deve consegnarci il tempo delle scelte. Ne stiamo parlando da troppo tempo, ma, ad oggi, non sono state ancora riempite di contenuto, il dibattito è fermo al tema della governance. Intanto si ritorna a parlare del Piano per il Sud che dovrebbe intersecarsi con strumenti quali le Zes. Come prima cosa, dunque, dovremmo capire se siamo ancora interessati ad andare avanti con questo strumento, interrogandoci sui reali motivi di un dibattito logoro che sembra sempre derubricato a favore di altre priorità”.

Altro tema cruciale per l’attrattività del territorio – ha concluso Somma – è la non più rinviabile definitiva risoluzione del problema della bonifica dei SIN lucani.

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