Confindustria Basilicata
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Imprese e sindacati, appello alla Regione: “Aprire subito il confronto. Non c’è più tempo”

La Basilicata ha urgente bisogno di invertire la rotta per intraprendere un cammino di crescita stabile e duraturo, attraverso una nuova visione strategica frutto di un confronto ampio e condiviso.

E’ questo l’appello congiunto lanciato dalle organizzazioni datoriali e sindacali unite negli Stati Generali per il lavoro e per l’impresa che si svolti al Park hotel di Potenza.

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La Regione deve ascoltarci – ha detto il Presidente Pasquale Lorusso nel suo intervento – è necessario aprire subito un confronto con tutte le parti datoriali e sociali sulla Basilicata e per la Basilicata. Serve un nuovo Patto per lo sviluppo e per il lavoro, attraverso un progetto di responsabilità comune che coinvolga tutto il mondo della rappresentanza. Una qualificata programmazione non può prescindere dalla concertazione ampia e partecipata”. 

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato un documento comune per “Un Patto tra produttori per il lavoro e lo sviluppo” frutto del lavoro di sintesi delle proposte programmatiche di Confindustria Basilicata, Pensiamo Basilicata, Coldiretti Basilicata insieme alle confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil.

“Abbiamo intrapreso questo percorso comune – ha spiegato Lorusso – perché condividiamo una premessa: la Basilicata ha urgente bisogno di cambiare passo. Stiamo vivendo una fase economica particolarmente preoccupante, che aumenta la strutturale debolezza del Sud.  Sistema produttivo e base occupazionale sono a rischio”.

A tracciare il quadro dello stato di salute dell’economia lucana, il Direttore Svimez, Luca Bianchi: “Questa è la prima regione del Sud in cui mi trovo a parlare di fronte a tutte le forze economiche, produttive e sociali. La cooperazione è fondamentale per riprendere a crescere. Non possiamo rassegnarci a un destino di declino. La vera emergenza è rappresentata dallo spopolamento e l’emigrazione, in particolare quella che vede protagonisti i giovani. La questione temporale è un elemento determinante. In questi anni, il mancato investimento nelle regioni nel Mezzogiorno ha provocato un aumento del divario non solo del Sud rispetto al resto del Paese, ma soprattutto dell’Italia rispetto al resto d’Europa. Ma la Basilicata può diventare un laboratorio in grado di sperimentare un nuovo modello di sviluppo ed è a questo che bisogna lavorare”.

 

Il rilancio economico – ha concluso il presidente Lorussodeve partire da un presupposto: rafforzare il sistema produttivo è la precondizione indispensabile per generare lavoro di qualità, reddito e benessere diffuso. Bisogna aumentare la competitività delle imprese e del territorio. Attivare gli investimenti pubblici e privati. Connettere la Basilicata con il resto del Paese, superare il consolidato gap dei collegamenti viari e ferroviari e rafforzare l’infrastrutturazione digitale.  Crediamo in una regione più aperta all’innovazione e all’internazionalizzazione, che devono attraversare trasversalmente tutte le variegate articolazioni settoriali del mondo produttivo e della cooperazione. E’ necessario rafforzare la rete tra Università, ricerca e impresa e, in generale, qualificare la formazione verso le figure realmente richieste dal mercato del lavoro. Per assurdo, molte imprese non riescono a trovare i profili tecnici ricercati nonostante la rilevante incidenza del taso di disoccupazione che ancora caratterizza la Basilicata”.